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MARCHI: Rivendicazione di prodotti e servizi - Comunicazione UIBM del 2 maggio 2013 - 05/06/2013

Lo scorso 2 maggio gli Uffici Marchi dei 27 paesi comunitari hanno concordato una “Comunicazione comune sull’esecuzione della sentenza IP Translator” al fine di interpretare congiuntamente sotto un profilo procedurale la nota decisione della Corte di Giustizia Europea (ECJ) del 19 giugno 2012 in merito alla rivendicazione merceologica delle registrazioni di marchio. (...link...per scaricare il testo della comunicazione inviata dall’Ufficio Marchi Italiano  UIBM - Div. Marchi - Prot.n. 72814 del 02/05/2013)

La Corte di Giustizia Europea, a seguito della richiesta da parte dei tribunali Inglesi, aveva stabilito che i prodotti o i servizi per i quali è richiesta la tutela mediante il marchio, devono essere identificati dal richiedente con “chiarezza e precisione sufficienti a consentire alle autorità competenti e agli operatori economici di determinare la portata della tutela conferita dal marchio”.

La comunicazione comune del 2 maggio pur non potendo per sua natura far luce su tutte le implicazioni di diritto della decisione in questione - sul punto si confrontano infatti decisioni di opposizione a volte contraddittorie anche da parte dello stesso UAMI-, riconosce che la decisione IP TRANSLATOR ha potenzialmente un grande impatto non limitato alle procedure concretamente utilizzate dagli Uffici marchi Comunitario e nazionali europei con riferimento alla Classificazione di Nizza. Tra gli aspetti che la comunicazione comune si propone di interpretare vi è infatti quello dell’estensione di tutela dei titoli già ottenuti in base alle precedenti procedure –in effetti l’UIBM già accoglie da tempo rivendicazioni della cd “testata” di ciascuna classe con l’indicazione integrativa dalla specifica "si richiede la registrazione per tutti i prodotti nella lista alfabetica della Classificazione di Nizza“ e l’Ufficio Comunitario ha sviluppato l’utile ‘tool’ TMclass per agevolare l’individuazione di rivendicazioni specifiche ( vedi http://oami.europa.eu/ec2/ ).
 

La comunicazione comune del 2 maggio scorso conclude con l’auspicio che gli Uffici marchi Comunitario e nazionali europei lavorino sempre più di concerto per definire insieme una policy unitaria che permetta ai richiedenti la registrazione di un marchio in ciascun Paese comunitario di individuare la rivendicazione secondo quei criteri di “chiarezza e precisione” richiesti ora dalla Corte di Giustizia e, aggiungiamo noi, più agevolmente rispetto al passato.
In tale ottica, si conferma pertanto l’opportunità di calibrare attentamente in sede di domanda la rivendicazione di prodotti e servizi in modo da riflettere i requisiti di specificità e, per contro, non ridurre eccessivamente la tutela della registrazione di marchio.

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