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Patent Box, firmato il Decreto attuativo - 07/09/2015

È stato firmato il Decreto Ministeriale di attuazione del cosiddetto “Patent Box”, che norma un regime opzionale di tassazione dei redditi derivanti dall’uso da parte delle aziende di diritti di proprietà intellettuale, introdotto dalla Legge Finanziaria 2015.
 
I punti salienti del Decreto sono:
 
  • Possono beneficiale del regime opzionale tutti i soggetti titolari di reddito di impresa, purché esercitino attività di ricerca e sviluppo.
 
  • L’opzione ha una durata di cinque periodi di imposta ed è e irrevocabile, ma rinnovabile.
 
  • I diritti di privativa, i cui redditi possono essere assoggettati all’agevolazione indicata, è estremamente vasta: il software protetto da copyright; i brevetti industriali, concessi o in corso di concessione, italiani o esteri, compresi i certificati complementari di protezione, i brevetti per modello di utilità, i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti a semiconduttori; i marchi (compresi i marchi collettivi), registrati e in corso di registrazione; i disegni e modelli registrati e non registrati; le informazioni aziendali segrete e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete, per cui giuridicamente tutelabili.
 
  • I redditi agevolabili possono derivare:
  1. da una licenza d’uso, per cui il reddito agevolabile sarebbe costituito dai canoni ottenuti dalla concessione in uso, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti e indiretti (comprese le somme dovute per risarcimenti giudiziali o contrattuali relativi ad accordi aventi ad oggetto i beni alla base dell’opzione);
  2. dall’uso diretto dei beni, per cui è necessario individuare per ciascun bene immateriale oggetto dell’opzione, il contributo economico  derivante che ha concorso a formare il reddito d’impresa (comprese le somme dovute per risarcimenti giudiziali o contrattuali relativi ad accordi aventi ad oggetto i beni alla base dell’opzione);
  3. dalla plusvalenza ottenuta da una cessione del bene.
 
  • Le attività di ricerca e sviluppo sulle quali l’impresa deve avere investito per usufruire del regime agevolato di tassazione sono quelle finalizzate allo sviluppo, al mantenimento, all’accrescimento del valore dei diritti di privativa.
Più in particolare, sono considerate, a titolo esemplificativo, attività di ricerca e sviluppo gli investimenti in ricerca di base ed applicata, per lo sviluppo di prototipi e prodotti e servizi, ricerca e sviluppo di design, ideazione e realizzazione di software protetto da copyright, le ricerche preventive, i test e le ricerche di mercato, il deposito, l’ottenimento ed il mantenimento dei relativi diritti, il rinnovo degli stessi a scadenza, la protezione di essi, anche in forma associata e in relazione alle attività di prevenzione della contraffazione e la gestione dei contenziosi e contratti relativi, le attività di presentazione, comunicazione e promozione volte ad incrementare il carattere distintivo e/o la rinomanza dei marchi.
 
  • La quota di reddito agevolabile, (il 50% a regime, salvo che per gli esercizi 2015 e 2016, per i quali sarà il 30% e il 40%, rispettivamente), è determinata, per ciascun diritto di privativa o per gruppi omogenei di essi, sulla base di un quoziente calcolato sulla base dei costi di ricerca e sviluppo, quoziente che tende a massimizzarsi in proporzione al fatto se detti costi sono sostenuti:
  1. direttamente dai soggetti beneficiari;
  2. da università o enti di ricerca e organismi equiparati;
  3. da società, incluse le start up innovative, diverse da quelle che hanno con la, o esercitano sulla, impresa beneficiaria un legame di controllo diretto o indiretto.
Il collegamento tra i costi sostenuti per le  attività di ricerca e sviluppo e i beni immateriali in base ai quali si richiede l’agevolazione sui redditi da essi derivati deve risultare da un adeguato sistema di rilevazione contabile o extracontabile.
 
  • Le plusvalenze derivanti dalla cessione dei beni immateriali sono completamente escluse dalla formazione del reddito di impresa, purché almeno il 90% per cento del corrispettivo ottenuto sia reinvestito prima della chiusura del secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale è avvenuta la cessione, in attività di ricerca e sviluppo di altri beni immateriali svolte direttamente dal cedente, mediante contratti di ricerca con università o enti equiparati, contratti di ricerca con società, incluse le start up innovative, diverse da quelle che hanno con, o esercitano sull’impresa beneficiaria un, legame di controllo diretto o indiretto.
 
  • Per la determinazione del reddito derivante dall’utilizzo diretto dei diritti di privativa, o tramite licenza o tramite plusvalenze derivanti da cessione a società che hanno con, o esercitano sull’impresa beneficiaria un legame di controllo diretto o indiretto, è obbligatoria una procedura di ruling presso l’Agenzia delle Entrate.
Negli altri casi (i.e. redditi derivanti da licenza a terzi e da plusvalenze da cessione a terzi) la procedura di ruling è opzionale.
 
Per la determinazione del contributo economico delle micro, piccole e medie imprese, è atteso un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che definisca regole semplificate per la procedura di ruling.
 
Il decreto firmato può essere scaricato al seguente link.
 
Il gruppo Barzanò & Zanardo a completa disposizione per qualsiasi assistenza possa occorrere.

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