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O.I.C. 24 – Immobilizzazioni Immateriali. Aggiornati i principi contabili. (Dlgs 139/2015) - 17/01/2017

L’Organismo Italiano di Contabilità (O.I.C.) ha diffuso il 22 dicembre 2016 i principi contabili aggiornati nella versione definitiva con le novità ed integrazioni, che si applicano già dai bilanci 2016.
L’OIC 24  definisce i principi contabili applicabili alle Immobilizzazioni Immateriali quali, tra l’altro:
  • Diritti di Brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle Opere dell’Ingegno(art. 2424 cc – attivo patrimoniale voce BI 3);
  • Concessioni licenze Marchi e altri diritti simili (art. 2424 cc – attivo patrimoniale voce BI 4).
 
Si segnalano, in sintesi, seguenti argomenti (tratti dall’OIC 24).
 
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno.
I brevetti industriali rappresentano il diritto esclusivo, tutelato dalle norme di legge, di sfruttamento di un’invenzione.
I brevetti per i modelli di utilità e per modelli e disegni ornamentali (ai sensi degli articoli 2592 e seguenti del codice civile sono soggetti alla specifica disciplina giuridica) sono le invenzioni atte a conferire a macchine o parti di esse, a strumenti, a utensili e ad oggetti di uso in genere, una particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego.
I brevetti acquistati a titolo oneroso sono iscrivibili nell’attivo dello stato patrimoniale nell'esercizio in cui si realizza il passaggio del titolo di proprietà del brevetto. Si capitalizzano il costo di acquisto e i costi accessori, compresi i costi di progettazione e i costi per gli studi di fattibilità necessari per l'adattamento del brevetto e per la sua effettiva implementazione nel contesto operativo e produttivo.
Se il contratto di acquisto del brevetto prevede, oltre al pagamento del corrispettivo iniziale (una tantum), anche il pagamento di futuri corrispettivi aggiuntivi commisurati agli effettivi volumi della produzione o delle vendite, è iscrivibile tra le immobilizzazioni immateriali il solo costo pagato inizialmente. Gli ammontari parametrati ai volumi della produzione o delle vendite, degli esercizi successivi si imputano a conto economico e non si capitalizzano tra i costi di acquisto, in quanto direttamente correlati ai ricavi dei medesimi esercizi.
I brevetti realizzati internamente comprendono il costo di produzione interna e i costi accessori relativi alla domanda ed all’ottenimento del brevetto, nei limiti in cui anche tali costi potranno essere recuperati attraverso l'utilizzo dello stesso.
Le somme una tantum erogate per l’acquisizione di brevetti in licenza d’uso sono ammortizzabili.
Pertanto, l’onere pluriennale relativo al corrispettivo erogato una tantum (in genere inizialmente), anche nei casi in cui il pagamento avvenga in maniera dilazionata, ossia mediante canoni periodici inferiori al periodo stimato di utilizzo del brevetto o comunque non correlati a tutta la durata della tutela legale del brevetto, ma previsti per un periodo più breve, è iscritto tra i beni immateriali ed ammortizzato lungo tutta la durata legale del brevetto. Tuttavia, qualora, oltre la somma una tantum, si convenga anche il pagamento di una parte del corrispettivo sulla base di altri parametri, come ad esempio le percentuali di vendita (royalties), tale parte del corrispettivo (onere) è rilevato nel conto economico come costo d’esercizio.
 
I diritti di autore (articolo 2575 codice civile) comprendono:
. le opere dell'ingegno di carattere creativo (che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia);
. altri mezzi multimediali di espressione, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
La tutela giuridica presuppone che l'opera abbia come destinazione specifica la rappresentazione intellettuale diretta ad una comunicazione, in quanto ciò che è oggetto di protezione non sono i principi scientifici o artistici contenuti bensì la forma di espressione (libro, opera cinematografica, esecuzione).
I diritti di autore si iscrivono nell’attivo dello stato patrimoniale quando sono soddisfatte le seguenti condizioni:
. titolarità di un diritto esclusivo di edizione, rappresentazione ed esecuzione derivante da un diritto d'autore o da un contratto che attui la traslazione dei diritti stessi (contratto di edizione, di rappresentazione, di esecuzione, ecc.);
. possibilità di determinazione attendibile del costo di acquisizione dei diritti;
. recuperabilità negli esercizi successivi dei costi iscritti tramite benefici economici che si svilupperanno dallo sfruttamento dei diritti stessi.
Poiché i diritti nascenti dall'utilizzazione delle opere dell'ingegno sono autonomamente trasferibili, i costi iscrivibili  nell’attivo dello stato patrimoniale possono essere rappresentati:
. dai costi di produzione interna;
. dai costi di acquisizione esterna.
Nel caso di produzione interna, per la capitalizzazione devono osservarsi i criteri illustrati in tema di ricerca e sviluppo.
Nel caso di acquisto da terzi il costo iscrivibile è rappresentato dal costo diretto di acquisto e dai costi accessori anche nei casi in cui il pagamento di questo avvenga in maniera dilazionata.
Tuttavia, se il contratto di acquisto del diritto d’autore prevede, oltre al pagamento del  corrispettivo iniziale una tantum, anche il pagamento di futuri corrispettivi aggiuntivi commisurati agli effettivi volumi della produzione o delle vendite realizzati, è iscrivibile tra le immobilizzazioni immateriali solo l’ammontare relativo al costo diretto di acquisto ed ai costi accessori. Gli ammontari, parametrati ai volumi della produzione o delle vendite, degli esercizi successivi si imputano a conto economico e non si capitalizzano, in quanto direttamente correlati
ai ricavi dei medesimi esercizi.
 
Concessioni, licenze, marchi e altri diritti simili
Il marchio (insieme alla ditta e all'insegna) è uno dei segni distintivi dell'azienda (o di un suo prodotto fabbricato e/o commercializzato) e può consistere in qualunque segno suscettibile di
essere rappresentato graficamente, tra cui emblemi, parole, suoni e forme del prodotto o della sua confezione.
Le somme una tantum erogate per l’ottenimento di una licenza, di una concessione o di un marchio o altro diritto simile sono ammortizzabili. Pertanto, l’onere pluriennale relativo al corrispettivo erogato una tantum (in genere inizialmente), anche nei casi in cui il pagamento avvenga in maniera dilazionata, ossia mediante canoni periodici non correlati a tutta la durata
della concessione, della licenza, o del periodo stimato di utilizzo del marchio o diritto simile, ma previsti per un periodo più breve, è iscritto tra i beni immateriali. Tuttavia, qualora, oltre la
somma una tantum, si conviene anche per il pagamento di una parte del corrispettivo sulla base di altri parametri, come ad esempio le percentuali di vendita (royalties), tale parte del corrispettivo (onere) è rilevato nel conto economico come costo d’esercizio.
È capitalizzabile tra le immobilizzazioni immateriali sia il marchio prodotto internamente sia il marchio acquistato a titolo oneroso da terzi.
I costi relativi al marchio prodotto internamente possono ricondursi essenzialmente ai costi diretti interni ed esterni, sostenuti per la produzione del segno distintivo secondo i criteri illustrati relativamente ai costi di ricerca e sviluppo. Sono esclusi dalla capitalizzazione i costi sostenuti per l’avvio del processo produttivo del prodotto tutelato dal marchio e per l'eventuale campagna promozionale.
 
Per tutti gli approfondimenti: http://www.fondazioneoic.eu/?p=12878

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