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Credito d'imposta per Ricerca e Sviluppo ammesso per brevetti e modelli di utilità, anche se acquistati da società in fallimento. Risoluzione 19/E/2017 Agenzia delle Entrate. - 20/02/2017

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente fornito alcune indicazioni in merito alla possibilità di ammettere al credito di imposta per ricerca e sviluppo i brevetti e modelli di utilità. Il decreto attuativo del credito di imposta per ricerca individua quali investimenti ammissibili, oltre ai costi per personale, strumenti e attrezzature di laboratorio, contratti di ricerca extra muros, anche l’acquisizione di competenze tecniche e privative industriali.
 
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i brevetti e modelli di utilità sono ammissibili al credito di imposta per ricerca e sviluppo, a patto che essi siano funzionali e connessi al progetto di ricerca e sviluppo per il quale si intende usufruire del credito di imposta. In particolare, sono poi ammissibili i costi sostenuti per l’acquisizione di tali diritti di privativa da soggetti terzi, anche da società sottoposta a procedura fallimentare.
 
Qualora i documenti di acquisto riportino il costo complessivo dei beni acquistati e non il valore di ogni singolo bene, dal momento che il bonus si applica sulle spese effettivamente sostenute per ciascuna singola privativa industriale e non su valori forfettari, l'Agenzia delle Entrate suggerisce di adottare, quale criterio di ripartizione, quello fondato sull'incidenza percentuale del valore normale del singolo bene rispetto al valore normale complessivo del lotto di beni acquistato e di predisporre una relazione di stima, in modo da rendere comprensibili i criteri utilizzati.
 
Risoluzione 19/E/2017.

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