Modelli e Disegni > Comunitari

Con il Regolamento CE n° 6/2002 del 12 dicembre 2002 sui Disegni e Modelli Comunitari, è stato introdotto lo strumento che consente di proteggere i Disegni e Modelli automaticamente in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Il Regolamento prevede:
- il modello non registrato (durata 3 anni dalla data di divulgazione al pubblico)
- il modello registrato (durata 25 anni) (periodi di 5 anni, rinnovabili), a partire dalla data di deposito della domanda.

Si possono proteggere prodotti, o loro parti, caratteristiche di linee, contorni, forma, struttura superficiale e/o materiali del prodotto e/o del suo ornamento.
Si possono inoltre proteggere componenti di prodotti complessi (visibili durante il loro uso normale), imballaggi, presentazioni, simboli grafici e topografici. Sono escluse dalla protezione le caratteristiche per la connessione meccanica, mentre sono proteggibili le caratteristiche per la connessione o unione multipla in un sistema modulare.
I requisiti per la protezione sono la Novità e il Carattere individuale.
Nella valutazione dei requisiti di protezione si introduce la figura dell'Utilizzatore Informato, il margine di libertà dell’autore, e i margini consentiti dal grado di affollamento del settore.
La eventuale predivulgazione del modello da parte dell’avente diritto non produce effetti autolesivi per dodici mesi.
Un Modello Registrato conferisce il diritto esclusivo di utilizzare il modello, mentre un Modello Non Registrato consente di contestare la vera e propria “copiatura” del modello.
E’ previsto l’esaurimento Comunitario del diritto.
La proprietà di un Modello Comunitario viene assimilata a quella di un brevetto nazionale nel paese di residenza del titolare.

E’ possibile includere in una stessa domanda una pluralità di modelli, tutti appartenenti alla stessa classe della classificazione di Locarno.

I Tribunali dei Disegni Comunitari (che dovrebbero coincidere con i Tribunali dei Marchi Comunitari non ancora designati dall’Italia) hanno competenza esclusiva in relazione alle seguenti azioni:
- azioni di contraffazioni; azione di accertamento negativo; azione di nullità e riconvenzionali di nullità.

La competenza dei tribunali de quibus segue quella dei Tribunali Comunitari dei Marchi ed i criteri per determinare la loro competenza possono distinguersi in tre gruppi:
1°GRUPPO il criterio si determina applicando a cascata i seguenti fori alternativi:
1. domicilio o stabile organizzazione del convenuto
2. domicilio o stabile organizzazione dell’attore
3. foro spagnolo.
2°GRUPPO il criterio si determina in ragione dell’accordo tra le parti stesse che in autonomia possono scegliere un foro preferito a entrambe.
3°GRUPPO Infine il criterio conclusivo sempre alternativo ai precedenti è quello del foro dove la violazione del design si è compiuta materialmente (in questo caso la decisione riguarda solo la contraffazione specifica per la quale è sorta la causa).

Il sistema di nullità introdotto dal Regolamento individua due percorsi differenti:
a) Una nullità “relativa” che può essere fatta valere solo dai titolari dei diritti anteriori specificati dall’art.25.2.3.4.5. La disposizione letta alla luce dell’art.25.1 evidenzia che solo l’autore del design ex art.14 può agire contro chi si sia intestato abusivamente il design; solo il titolare di design nazionali o comunitari anteriori pubblicati successivamente la data di deposito del Design Comunitario può azionare il proprio titolo contro il Design Comunitario in conflitto (questa nullità relativa appare rilevante se si pensa che il periodo di segretezza può essere esteso sino a trenta mesi); solo il titolare di un segno distintivo nazionale o comunitario può azionare il proprio diritto nei confronti del Design Comunitario in conflitto; e lo stesso può essere detto in relazione al diritto d’autore altrui o agli emblemi altrui protetti dall’art.6 ter della Convenzione di Parigi.
b) In relazione invece alla mancanza di novità o di carattere individuale ex artt.5 e 6 (così come per l’art.3 sulla mancanza dei requisiti propri del design) pare che la possibilità di agire per la nullità sia riconosciuta a tutti (come si evince dall’art.84).
- L’eccezione sembra invece possibile solo sulla base di un proprio design anteriore.
- Il Modello non registrato è valido se si dà la prova di aver pubblicato ed usato l’oggetto e che tale design sia conosciuto negli ambienti specializzati.

Riassumendo, il modello Comunitario prevede la protezione sia di Modelli Registrati (a partire dal 1 gennaio 2003) che di Modelli non Registrati (a partire dal 6 marzo 2002):
- la durata di un Modello Registrato è di 25 anni a partire dalla data di deposito della domanda, mentre quella di un Modello non Registrato è di 3 anni a partire dalla prima divulgazione all’interno della Comunità.
Seppure apparentemente la possibilità di ottenere la tutela di un prodotto mediante la semplice commercializzazione o pubblicizzazione dello stesso possa sembrare estremamente invitante, occorre tenere presente che:
la protezione conferita da un modello non registrato è decisamente inferiore a quella ottenibile mediante un modello registrato;
la divulgazione di un prodotto, se da un lato dà adito alla protezione mediante modello comunitario non registrato, dall’altro può costituire un serio ostacolo all’ottenimento del modello registrato, nonché all’ottenimento di titoli di privativa in Paesi al di fuori della Comunità Europea (ad esempio India, Taiwan, Cina, Giappone, Corea del Sud), che non prevedono un periodo di grazia per quanto riguarda il requisito della Novità;
l’opponibilità di un modello non registrato nei confronti di terzi è subordinata alla dimostrazione inconfutabile da parte del titolare del modello della data di prima utilizzazione del modello all’interno della Comunità.

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