Patent Box

I Marchi d’impresa esclusi dal Patent Box dal 2017 -  D.L. 50 del 24 aprile 2017, art. 56


Il D.L. in oggetto, approvato il 15 giugno 2017 in via definitiva, ha escluso i marchi di impresa dal regime Patent Box, ma solo per le opzioni esercitate dal 2017.
La norma suindicata stabilisce che le imprese che hanno optato nel 2015 e nel 2016 potranno continuare a detassare il reddito dei marchi, sia ad uso diretto che concessi in licenza, fino al termine del quinquennio e in ogni caso non oltre il 30 giugno 2021.
Pertanto dal 2017, le opzioni restano valide solo per brevetti, software, disegni, modelli e know how
Così il Patent Box italiano si adegua alle prescrizioni dell’Ocse. Il documento Action 5 del progetto Beps impedisce, dopo il 30 giugno 2016, nuovi ingressi nei regimi di detassazione di beni immateriali che non siano conformi alle regole ivi indicate che consentono di detassare solamente i brevetti (compresi i modelli di utilità) e il software protetto da copyright.
Pertanto le opzioni esercitate nel 2015 e nel 2016 restano invece valide fino a scadenza anche con riferimento ai marchi d’impresa.
Considerando che il regime del patent box ha validità per cinque esercizi consecutivi, chi ha optato con riguardo ai marchi nel 2015 potrà dunque detassare il reddito derivante dall’uso diretto o indiretto (concessione in licenza a terzi) di tali intangibili per gli anni dal 2015, al 2019. Chi ha invece avviato il regime a partire dal 2016, dedurrà una quota parte del reddito dei marchi per i periodi dal 2016 al 2020 compresi. In ogni caso, la detassazione per i marchi non potrà andare oltre il 30 giugno 2021.
Resta dubbia l’applicazione dell’eventuale rinnovo del regime per gli ulteriori 5 anni, ma comunque non oltre la data suindicata, alle scadenze dei regimi validi già opzionati. Si spera che l’Agenzia delle Entrate chiarisca questo vuoto normativo temporale.



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Patent Box – conclusi i primi accordi preventivi. Comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 29/12/2016.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Comunicato Stampa per i primi 4 accordi preventivi conclusi per altrettanti contribuenti che presentano un volume d’affari superiore a 300 milioni di euro, per le domande presentate entro il 31 dicembre 2015.
Grazie a questi accordi le quattro imprese, due che operano nel campo della moda e altre due attive nel settore della chimica e della produzione di beni finalizzati ad applicazioni nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni, potranno beneficiare dell’importante regime agevolato introdotto dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi da 37 a 45, legge 190/2014) e successivamente modificato dall’articolo 5 del Dl 3/2015 e dalla legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 148, legge 208/2015).

Il testo del comunicato: Patent box, firmati i primi 4 accordi. Agevolati marchi, brevetti, disegni, modelli e know how - pdf


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Patent box è ammissibile anche per i Marchi in corso di registrazione e con procedimenti di opposizione pendenti.
Agenzia delle Entrate - Risoluzione 81/E del 27 settembre 2016.
 
La Risoluzione dell’agenzia delle Entrate ha confermato ciò che i Consulenti in Proprietà Industriale hanno sin dall’inizio sostenuto e cioè che il Patent Box è ammissibile anche per i Marchi in corso di registrazione e con procedimenti di opposizione ancora pendenti. Il mancato perfezionamento della registrazione del marchio a causa di procedimenti di opposizione promossi da soggetti terzi non compromette infatti la validità delle domande di registrazione presentate ai fini dell’ammissione al regime di tassazione agevolata. L’avvenuto deposito della domanda – comprovato dalla ricevuta rilasciata dall’Ufficio per la proprietà industriale competente – rappresenta quindi elemento sufficiente a rendere valida l’opzione, sino all’eventuale rigetto della domanda stessa
Il chiarimento è contenuto nella risoluzione 81/E, ed è la prima in materia di patent box, con cui le Entrate si sono espresse in merito alla possibilità di includere tra i beni agevolabili – in base all’articolo 6 del decreto interministeriale 30 luglio 2015 – i Marchi le cui domande di registrazione sono pendenti a causa di procedimenti di opposizione di terzi.
La risoluzione emanata su istanza di interpello di un contribuente, riporta…..
….si ritiene che la documentazione attestante l’avvenuto deposito della domanda di registrazione del marchio presso gli uffici competenti, confermata dalla presenza delle ricevute rilasciate da tali uffici, risulti idonea a soddisfare, da un punto di vista definitorio, i requisiti previsti dall’articolo 6, comma 1, del decreto Patent Box.

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Patent Box – Possibile termine del 30 giugno 2016 oltre il quale i Marchi e il Segreto Industriale, potrebbero essere esclusi dal regime fiscale agevolato.

La normativa Italiana relativa al Patent Box risulta difforme rispetto agli orientamenti OCSE, in quanto permette l’agevolazione del contributo al reddito aziendale derivante dai marchi, esplicitamente esclusi dall’OCSE, e dal segreto industriale, in quanto non soggetto ad una procedura di concessione analoga a quella relativa a brevetti e diritti equivalenti.
In particolare, l’Action 5 del Progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting Project - par. 34) individua come beni agevolabili quelli che:
i.         siano funzionalmente equivalenti ai brevetti,
ii.        siano legalmente protetti e
iii.       presentino in un processo di concessione analogo a quello dei brevetti.
Pertanto l’OCSE avrebbe previsto che le istanze non coerenti con le proprie linee guida, depositate dopo il 30 giugno 2016, dovrebbero essere considerate non ricevibili.
Sull’argomento sono attesi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.
In ogni caso, per chi fosse interessato ad aderire al regime del Patent Box per l’anno 2016 (non avendolo opzionato per il 2015), si suggerisce di optare per i marchi e/o  il segreto industriale, entro il 30 giugno 2016.
La Barzanò & Zanardo, con il suo team specializzato per il Patent Box, può assistere i clienti interessati nel valutare l’opportunità concreta di aderire a tale agevolazione fiscale entro i termini suindicati.


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Provvedimento Prot. 67014 del 6.5.2016 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate – ripartizione territoriale per le Istanze Integrative di interpello.
 
Con il Provvedimento il Direttore ha stabilito la ripartizione tra diverse articolazioni dell’Agenzia delle Entrate della gestione delle istanze di accesso alla procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di beni immateriali ai sensi dell’articolo 1, commi da 37 a 45, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (istanze di “Patent Box”).
 
Nel provvedimento si prevede la competenza:
  1. dell’Ufficio Accordi Preventivi e Controversie Internazionali della Direzione Centrale Accertamento sulla gestione delle istanze di accordo preventivo presentate dalle imprese con un volume d’affari o ricavi pari o superiori a € 300.000.000, a prescindere dal domicilio fiscale. 
  2. Alle Direzioni Regionali ed alle Direzioni Provinciali di Trento e di Bolzano è attribuita la competenza alla gestione delle istanze presentate dai soggetti titolari di reddito d’impresa, che, alla data di presentazione dell’istanza, hanno domicilio fiscale nel rispettivo ambito territoriale e un volume d’affari ovvero un ammontare di ricavi, risultante dall’ultima dichiarazione presentata prima dell’invio dell’istanza, inferiore a € 300.000.000. 
Le istanze già presentate - Le istanze già presentate sono trasmesse, a cura dell’ufficio competente, alle articolazioni dell’Agenzia delle Entrate come precedentemente individuate. Per l’invio della documentazione integrativa questa va inviata a cura del contribuente alle articolazioni dell’Agenzia delle Entrate come precedentemente individuate.
 
AdE Provvedimento 6 maggio 2016 compenza territoriale.pdf

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Circolare 11/E/2016  dell’Agenzia delle Entrate del 7 aprile 2016. Chiarimenti in tema di Patent Box.

E’ stata emanata dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate la circolare 11/E/2016.
Il documento, redatto in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), contiene chiarimenti sull’impianto generale dell’istituto, nonché soluzioni interpretative a quesiti pervenuti dai rappresentanti delle Associazioni di categoria e delle Professioni libere, anche al fine di agevolare la presentazione della documentazione relativa alle istanze di ruling.

In particolare chiarisce che nella determinazione del contributo economico si fa riferimento ai dati contabili, così come rilevati nei conti economici predisposti ai fini del bilancio di esercizio redatto in base ai principi contabili di riferimento, tenendo comunque presente le eventuali successive variazioni, in aumento o in diminuzione, effettuate ai fini fiscali, in particolare ai fini IRES. Nei casi in cui dovesse risultare più appropriato, è possibile fare riferimento, nella determinazione del contributo economico, ai dati contabili così come rilevati nella contabilità analitica o industriale, purché il contribuente sia in grado di riconciliare i dati complessivamente riscontrabili in tale contabilità con i dati complessivamente indicati ai fini civilistici, e di fornire anche una riconciliazione con eventuali successive variazioni, in aumento o in diminuzione, effettuate ai fini IRES.

Precisa inoltre che ai fini della determinazione del reddito attribuibile al bene immateriale nell’ambito del regime di Patent Box, i metodi da preferire sono il metodo del confronto del prezzo (CUP) e il metodo della ripartizione dei profitti (Profit Split Methods).Per i casi più complessi, l’utilizzo, anche congiunto, di metodi alternativi può essere opportuno sempreché siano coerenti con  gli standard OCSE.

L’Ag. Entrate chiarisce anche che il contribuente che non ha presentato il modello per richiedere l’agevolazione c.d. patent box per il periodo d’imposta 2015 entro il 31.12.2015, potrà presentarlo in ritardo ed entro il 30 Settembre 2016 pagando una sanzione ridotta di Euro 250,00. Questo però potrà essere fatto valere solo da chi concede in licenza il bene immateriale (uso “indiretto”). Significa, in altri termini, che chi utilizza direttamente il bene immateriale è escluso dalla possibilità di esercitare tardivamente l’opzione . Va infatti evidenziato che nei casi di utilizzo diretto degli intagibles, per fruire dell’agevolazione già dal 2015 era necessario, oltre all’invio del modello per l’esercizio dell’opzione entro il 31.12.2015, presentare la richiesta di accordo preventivo (ruling) entro il medesimo termine.

E’ stato specificato inoltre che per i beni come il Software, il Know How e i Disegni e Modelli, la prova dell’originalità del software, della tutelabilità giuridica del know how e di alcuni disegni e modelli viene data la possibilità di certificarla con una dichiarazioni del contribuente. La circolare infatti chiarisce che il software è da considerare protetto da copyright purché originale, quale risultato di creazione intellettuale dell’autore. Nessuna registrazione presso la Siae o altri enti è necessaria. Il know how è giuridicamente tutelabile se è segreto, attribuisce un vantaggio concorrenziale ed è sottoposto a misure ragionevolmente adeguate a mantenerlo segreto.  La prova di queste condizioni, sia per il software sia per il know how, dovrà risultare da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con relativi effetti penali in caso di dichiarazioni mendaci (articolo 76 del Dpr 445/2000). Anche nel caso di Disegni e Modelli Comunitari non registrati che possiedono i requisiti di registrabilità e di disegni industriali che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico, la prova della tutelabilità giuridica va fornita con la suindicata dichiarazione sostitutiva.

Costi per il marketing.
Le spese sostenute per “attività di presentazione, comunicazione e promozione” rientrano a pieno titolo tra i costi qualificati da considerare nel rapporto nexus. Naturalmente, spiega la circolare, tali spese si potranno computare nel nexus ratio solo a condizione che siano riferibili ad un marchio oggetto di opzione, nei casi in cui lo stesso risulti agevolato come bene autonomo o come bene complementare ad altri IP.
 
PMI – integrazione Istanza di Ruling.
Le PMI che devono integrare l’Istanza di Ruling entro i 150 giorni dalla presentazione iniziale di dicembre 2015, dovranno:
1.      BREVETTI. Dare prova dell’avvenuto deposito delle domande di brevetto che saranno oggetto di agevolazione fiscale con il verbale di deposito o, in caso di avvenuta concessione, del relativo attestato rilasciato dall’Ufficio competente. Dovranno essere indicati anche i riferimenti alle relative banche dati.
2.       MARCHI. Dare prova dell’avvenuto deposito dei marchi che saranno oggetto di agevolazione fiscale integrando con il verbale di deposito o il certificato di registrazione di ultimo rinnovo rilasciati dagli Uffici competenti. Dovranno essere indicati anche i riferimenti alle relative banche dati.
3.       DISEGNI E MODELLI.
a.      Nel caso di Disegni e Modelli ancora allo stato di domanda  o registrati, occorre dare prova dell’avvenuto deposito della domanda dei Modelli e Disegni che saranno oggetto di agevolazione fiscale con il verbale di deposito  o, in caso di avvenuta concessione, del relativo certificato di registrazione rilasciato dall’Ufficio competente. Dovranno essere indicati anche i riferimenti alle relative banche dati.
b.      Nel caso di Disegni e Modelli Comunitari “non registrati”, si dovrà dare prova con la dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del titolare dell’azienda (d.p.r. 445/2000) che attesti  la sussistenza dei requisiti giuridici di tutela, nonché la data e l’evento in cui il disegno o modello è stato divulgato al pubblico per la prima volta nella Comunità.
4.       INFORMAZIONI AZIENDALI ED ESPERIENZE TECNICO-INDUSTRIALI (Know-How). Dopo aver verificato se sussistono i requisiti richiesti dalla norma (segretezza, valore economico e protezione ex artt. 98 e 99 del C.P.I.) si dovrà dare prova, con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (d.p.r. 445/2000) del titolare dell’azienda che attesti  la sussistenza dei requisiti suindicati.
5.       COMPLEMENTARIETA’ tra Beni oggetto di Istanza.
Questo istituto,  se applicabile ai singoli casi, dovrà essere argomentato dettagliatamente per attestarne la sussistenza al fine di confermare il “vincolo di complementarietà” e si possa  concludere identificando i singoli beni come un unico bene agevolabile ai fini del Patent Box.
6.       RICERCA E SVILUPPO.
Si dovrà infine dettagliatamente indicare la …. chiara descrizione dell’attività di ricerca e sviluppo svolta e del diretto collegamento della stessa con lo sviluppo, mantenimento, nonché l’accrescimento del valore dei beni.. (art. 3.1 Circ. Ag.Entrate 1/12/2015).

 
 PBOX C.M. n. 11E_07042016.pdf

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Patent Box - Proroga del termine dei 120 giorni a 150 giorni per l’integrazione delle istanze “ruling”-  provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 marzo 2016

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha emanato ieri il provvedimento sulla proroga temporanea del termine per l’integrazione della documentazione limitatamente alle istanze di accordo preventivo presentate dalla data di pubblicazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1° dicembre 2015, recante disposizioni concernenti l’accesso alla procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di beni immateriali ai sensi dell’articolo 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e fino al 31 marzo 2016, il termine entro cui può essere presentata o integrata la documentazione di cui ai punti 3, 4 e 5 del citato provvedimento è di 150 giorni in luogo dei 120 previsti al punto 6.1 del provvedimento medesimo.
 
Va precisato che la proroga dei 150 giorni va conteggiata dalla data di presentazione dell’istanza preventiva e non dal 31 dicembre 2015. In caso il contribuente l’avesse presentata prima, il nuovo termine deve essere ricalcolato da quella data.

 Provvedimento AdE 23mar161.pdf

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Circolare Agenzia delle Entrate 5/E/2016 – 16 marzo 2016 sulla cumulabilità del Credito d’Imposta R&S  con il Patent Box.

La circolare chiarisce definitivamente che il credito di imposta può essere cumulato con altre forme di agevolazione. Queste ultime si intendono il Patent Box, i Super Ammortamenti e l’Ace. Il principio guida è quindi quello della libera cumulabilità del credito d’imposta con altre misure di favore. Il tema è di particolare rilievo in riferimento alla compatibilità con il regime agevolativo del Patent Box.
 
Le due misure rappresentano due strumenti sinergici volti ad incentivare e ad agevolare l'attività di ricerca e sviluppo nelle diverse fasi di svolgimento delle stessa: il primo mediante l'attribuzione di un credito di imposta per l'attività di ricerca svolta, il secondo mediante la detassazione dei redditi derivanti dallo sfruttamento economico dei beni immateriali ottenuti dall'attività di ricerca, a condizione che l'impresa continui a svolgere attività di ricerca e sviluppo ai fini del mantenimento, dello sviluppo e ell’accrescimento degli stessi.

Il Credito d’Imposta R&S concesso è pari al 25% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo (cioè in eccedenza rispetto alla media delle spese sostenute nei periodi 2012, 2013 e 2014). Il credito sale al 50% per le spese relative al personale altamente qualificato e relative ai contratti di ricerca con università, ma anche con start up innovative. L’importo massimo del credito può arrivare fino a 5 milioni  mentre l’importo minimo delle spese da effettuare scende a 30mila euro.

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Patent Box - Legge di Stabilità 2016 – la Complementarietà tra Beni Immateriali - 30/12/2015

La Legge di Stabilità 2016  definisce, nonché semplifica, il principio della complementarietà tra beni immateriali ai fini del  Patent Box che il DM del 30 Luglio aveva ritenuto possibile solo nell’ambito “delle singole tipologie di beni”. In sostanza non si prevedeva la complementarietà tra beni immateriali diversi: p.e. tra marchi e brevetti.
L’intervento legislativo ha chiarito e superato il limite del Decreto ripristinando il principio generale della pluralità di beni, connessi tra loro da un vincolo di complementarietà, che vengono utilizzati ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi e possono quindi essere considerati come un solo bene immateriale ai fini delle norme sul Patent Box.
Si tratta di una semplificazione in quanto nella realtà economica si riscontra molto spesso una complementarietà tra intangibili diversi.
La norma della Stabilità estende la facoltà di considerare complementari diverse tipologie di beni immateriali e dispone che l’utilizzo di tali beni potrebbe riguardare non solo prodotti o processi ma anche più famiglie di prodotti o gruppi di processi. E ciò in coerenza con gli orientamenti Ocse.


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IL PATENT BOX IN ITALIA
SINTESI ESPLICATIVA. Aggiornata al 9 dicembre 2015
 


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Indice
  1. Riferimenti Normativi
  2. Cosa è
  3. Chi ne è interessato
  4. Modalità e durata
  5. Operazioni Straordinarie
  6. Attività di R. & S.
  7. Tipologie di utilizzo
  8. Cosa si intende per Reddito derivante dall’utilizzo di Beni Immateriali
  9. Ruling
  10. Ruling per le P.M.I.
  11. Il consulente I.P. per il Patent Box
  12. Esempi applicativi
1 - Riferimenti normativi 
• Legge di Stabilità 2015 
  Art. 1 commi dal 37 al 45, legge 23 dic. 2014 
• D.L. 24 Gennaio 2015 
  convertito in Legge 24 marzo 2015, n. 33
• D.M. 30 Luglio 2015.    Ministeri  dello Sviluppo Economico ed dell’ Economia e delle Finanze
• Comunicato Stampa Ag. Entrate del 10 nov. 2015
• Circolare  Ag. Entrate 36/E del 1 Dicembre 2015
• Provvedimento Ag. Entrate 154278 del 1 Dicembre 2015
• Azione 5 - Action Plan on Base Erosion and Profit Shifting, OECD - Agreement on Modified Nexus Approach for IP Regime.
 
2 - Che cosa è il Patent Box 
Tassazione agevolata dei redditi derivanti da  Beni Immateriali,  o insieme degli stessi se correlati.
 • Software protetto
 • Brevetti concessi o in corso di concessione
 • Marchi  registrati o in corso di domanda
 • Disegni e Modelli
 • Informazioni aziendali (Know How)
 
3 - Chi ne è interessato 
Imprenditori soggetti a Reddito d’Impresa (IRES – IRAP) che svolgono attività di R&S.
• Imprese commerciali
• Imprese industriali
• Imprese estere con stabile organizzazione in Italia
 
Sono escluse le società semplici, associazioni professionali ed imprese assoggettate a procedure concorsuali 
 

4 - Modalità e durata 
Opzione irrevocabile per 5 anni e rinnovabile 
Tassazione:
• Per il 2015 – tassazione ridotta del 30%  ( imposte al 21%  circa )
• Per il 2016 – tassazione ridotta del 40%  ( imposte al 18%  circa ) 
• Dal 2017 – tassazione ridotta al 50% ( imposte al 15%  circa )
 
5 - Operazioni Straordinarie 
 Operazioni successive di: 
• Fusione,  
• Scissione
• Conferimento 
 …. si trasferisce il diritto al Patent Box.
 
6 - Attività di Ricerca e Sviluppo (R & S) 
• ricerca fondamentale e applicata
• il design  
• il software coperto da copyright  
• ricerche e costi di consulenza I.P. (inclusa la tutela e l’anticontraffazione)
• pubblicità, comunicazione, presentazione e promozione direttamente riferibili al Bene
Immateriale
  
7.1 - Tipologie di Utilizzo – indiretto Licenza e  danni 
• Concessione in Licenza.
È agevolato il reddito (canoni) da licenza al netto dei costi  diretti e indiretti rilevanti fiscalmente.
• Danni da risarcimento per contraffazione. 
I danni risarciti nelle controversie  (giudiziali o stragiudiziali) per la contraffazione di Beni immateriali, rientrano nella tassazione agevolata del Patent Box. 
 
7.2 - Tipologie di Utilizzo – diretto   
Utilizzo interno nell’attività dell’impresa titolare dei diritti sul/i Beni Immateriali.
 
per singolo Bene … si procede identificando nella frazione:
Costi Qualificati
Costi Complessivi
 
•  Costi Qualificati:  spese di R&S direttamente riferite al Bene Immateriale 
(up-lift max 30% per costi infragruppo)
 
•  Costi Complessivi: tutte le spese di R&S sostenute per il Bene Immateriale + costo di acquisizione + canoni di licenza + costi infragruppo totali
 
Identificata la frazione precedente, per ottenere il Reddito Agevolabile si deve definire il…
• Reddito derivante dall’utilizzo del bene immateriale:  applicando i criteri della normativa del Transfer Pricing.  
 
•  Formula completa:
 
Costi qualificati     Reddito derivante dall’utilizzo del bene immateriale  = Reddito Agevolabile 
Costi complessivi


•  Il Reddito Agevolabile sarà assoggettato alle seguenti imposte ridotte:
  • Per il 2015 – al 21% circa
  • Per il 2016 – al 18% circa
  • Dal 2017 –  al 15% circa
 
7.3 - Tipologie di Utilizzo – Cessione 
•  TOTALE Detassazione della plusvalenza per  cessione di un Bene Immateriale se reinvestito in R&S il 90% del corrispettivo nei 2 anni  successivi della cessione su altri beni immateriali.
Se la cessione è Infragruppo il Ruling non è obbligatorio. 

8 – Cosa si intende per Reddito derivante dall’ utilizzo dei Beni  Immateriali 
•  Si intende il contributo economico  del Bene Immateriale al reddito d’impresa.
Si dovrà quindi estrapolare dal reddito complessivo dell’impresa quello “figurativo” derivante dall’utilizzo del Bene Immateriale.
 
•  Idealmente si assume l’esistenza di un ramo d’azienda a se stante per l’utilizzo del Bene per identificare la relativa quota di reddito netto.
 
•  Il contributo economico può essere determinato secondo le linee guida dell’O.C.S.E. per i prezzi di trasferimento. (Transfer Pricing)
 
9 -  Cosa è il Ruling (Interpello Ag. Entrate) 
• Il contribuente deve definire preliminarmente con  l’Agenzia delle Entrare il reddito agevolabile da Patent Box, secondo la procedura già prevista nelle operazioni di Transfer Pricing internazionali.
Il Ruling è obbligatorio nel caso di utilizzo diretto e facoltativo negli altri casi 
• deve essere presentato un “dossier”completo dei documenti, calcoli e pareri probanti i risultati raggiunti. La presentazione deve avvenire nell’esercizio nel quale si vuole applicare il Patent Box
• attività svolta da fiscalisti esperti


Recenti novità normative sul Ruling.
• Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del 10 nov. 2015 ha predisposto il Modello on-line per aderire al Ruling per i primi due esercizi. I contribuenti che vogliono esercitare l’opzione per il 2015 dovranno presentare il Modello entro il 31 dic. 2015.
• In caso di utilizzo diretto  (o indiretto ma volontario) con la Circolare ed il Provvedimento  del 1.12.2015 l’Ag. Entrate ha definito le modalità e i contenuti minimi della domanda di ruling per l’esercizio 2015. Questa potrà essere integrata nei successivi 120 giorni con ulteriore documentazione valida a definire in dettaglio il computo del reddito agevolabile.
 
10 -  P.M.I. – Ruling semplificato 
• La procedura di Ruling applicabile alle PMI (fatturato <50mil).
• La Circolare ed il Provvedimento  dell’Ag. Entrate del 1.12.2015 hanno definito che per le PMI il Modello  e la Domanda  preventiva di ruling deve essere presentata entro il 2015 per i contribuenti che vogliono opzionare il P.Box sin da tale esercizio.  La domanda prevede contenuti semplificati in quanto  la definizione del reddito agevolabile avverrà direttamente nel contesto del contraddittorio con Ag. Entrate.

 
11 - Il consulente I.P. per il Patent Box 
Il Consulente I.P. può affiancare il Fiscalista dell’azienda per le seguenti attività:
• Parere tecnico-legale sui Beni Immateriali soggetti a Patent Box
• Parere sul valore normale (transfer pricing) dei canoni nei contratti di licenza infragruppo
• Parere sulla determinazione del reddito derivante dal bene immateriale (transfer pricing) nell’uso diretto dei beni nel Ruling obbligatorio
• Parere su valore normale (transfer pricing)  delle cessioni infragruppo per la detassazione delle plusvalenze da includere nel Patent Box
• Assistere il cliente in tutte le attività di I.P., anche finalizzate ad ottenere i benefici futuri del Patent Box
• Pianificare una corretta impostazione del portafoglio I.P. nei gruppi societari, al fine di massimizzare i vantaggi del Patent Box 
 
12.1 -  Esempio Concessione in Licenza 
• I dati.
Supponiamo a regime nel 2017 (tassazione agevolata al 50%)
– Canoni 500.000 (se infragruppo transfer pricing)
– Costi diretti 100.000
– Costi indiretti 60.000
• La formula
 Ricavi da canoni – costi diretti e indiretti = reddito agevolabile x imposta agevolata = risparmio fiscale
500.000-100.000-60.000 = 340.000 x 15% circa =  51.000 minori imposte nell’anno
 
12.2 - Esempio Utilizzo diretto 
• I dati.
Ricavi anno 2017  da prodotti nel quale è presente il Bene Immateriale, o un insieme di beni immateriali correlati, 70.000.000
Costi Qualificati = 5.000.000
Costi Complessivi = 6.000.000
Reddito da Bene Immateriale = 5 % dei ricavi = 3.500.000 (transfer pricing)
• La Formula:
 5.000.000/6.000.000 = 83,33% x 3.500.000 =  2.916.550 x 15% (imposta agevolata circa) = 
437.000 minori imposte nell’anno.
 
12.3 - Esempio plusvalenza da cessione 
• I dati.
– Corrispettivo da cessione di un singolo Bene Immateriale 130.000 (se infragruppotransfer pricing)
– Costo storico : 100.000
– Ammortamento alla data di cessione: 40.000
– Valore netto di bilancio: 60.000
– Plusvalenza: 130.000 – 60.000 =   70.000
– Detassazione al 100% se reinvestiti 117.000 (90% di
130.000) nei due anni successivi
• La Formula.
70.000 x imposte (Ires + Irap corrente) 30% circa =   21.000 risparmio fiscale 

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Circolare e Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sul “Patent Box” del 1 dicembre 2015 - 01/12/2015

In data 1 dicembre 2015 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare 36E ed il Provvedimento 154278 del Direttore, fornendo sia i primi chiarimenti sul regime di tassazione agevolata “Patent box”, sia, allo stesso tempo, istruzioni operative per l’accesso alla procedura di accordo preventivo (Ruling).
 
In particolare, entro il 31 dicembre dell'esercizio per il quale il contribuente desidera esercitare l'opzione, occorre depositare almeno una istanza per così dire “prenotativa”, da trasmettere secondo le modalità specificate nel suddetto Provvedimento, nella quale devono essere riportate informazioni di carattere essenziale. Il contribuente avrà poi 120 giorni dalla data di presentazione di tale istanza “prenotativa” per produrre memorie integrative ed informazioni dettagliate di supporto. Per le PMI l’onere documentale è semplificato.
In pratica, gli elementi utili alla quantificazione del beneficio ottenibile dal regime fiscale in oggetto per l’anno d’imposta richiesto, potranno essere individuati dalle imprese anche successivamente all’esercizio dell’opzione.
 
Purtroppo non sono stati ancora chiariti alcuni dubbi che l’applicazione della norma fa sorgere ai contribuenti ed in particolare i criteri per la determinazione del reddito agevolabile, essendo ancora richiamate a tale scopo ed in modo generico le linee guida OCSE per la determinazione dei prezzi di trasferimento.
Resta l’aspettativa di ulteriori chiarimenti e disposizioni sui temi ancora poco chiari, come indicato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate in un convegno sul tema de il Sole24ore tenutosi il 2/12/2015.
 
In particolare, si rimarca che nella Circolare suindicata l’Agenzia delle Entrate ha chiarito anche che, se a seguito dell’esercizio l’opzione non dovesse poi risultare possibile o conveniente, il contribuente potrà decidere di non procedere senza subire conseguenze.
 
È possibile scaricare il testo della Circolare e del Provvedimento suindicati ai link riportate di seguito.
 
Circolare_36E
 
Provvedimento_154278

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Patent box: esercizio dell’opzione - Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10.11.2015 (Prot.n. 144042) - 11/11/2015

Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10.11.2015 (Prot. n. 144042) sono state rese note le modalità per l’esercizio dell’opzione per il patent box per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 (2015 e 2016 nella generalità dei casi).
Si richiama l’attenzione in merito all’esercizio dell’opzione per il patent box, il D.M. 30.07.2015 prevede che l’opzione una volta esercitata è efficace per cinque periodi d’imposta, durante i quali è irrevocabile. Al termine del periodo di durata, l’opzione è rinnovabile.
Per ciò che riguarda l’esercizio dell’opzione:
  • per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014, essa è comunicata all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità stabilite da un apposito provvedimento del direttore della stessa Agenzia;
  • per i periodi d’imposta successivi, invece, l’opzione è esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta a decorrere dal quale il contribuente fruisce del regime agevolato.
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Legge di stabilità 2015 - (23 Dicembre 2015)

REGIME OPZIONALE DI TASSAZIONE AGEVOLATA PER L’UTILIZZO DEI BENI DI PROPRIETA’ INDUSTRIALE: MARCHI, BREVETTI, MODELLI O DISEGNI, KNOW-HOW, DIRITTI D’AUTORE


IL PATENT BOX NELLA U.E.
Nei maggiori paesi dell’U.E. la tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo dei Beni di Proprietà Industriale, spesso nota come “Patent Box”, è, attualmente, la seguente.
 
Paesi Bassi   
Il Patent Box riguarda i brevetti e altri beni immateriali  che derivano da spese di ricerca e sviluppo qualificate.  É prevista un’aliquota di imposta effettiva del 5%.
 
Gran Bretagna  
Il  Patent  Box  riguarda  principalmente  i  brevetti.  É prevista un’aliquota di imposta effettiva del 10%.
 
Belgio  
Il  Patent  Box  riguarda  principalmente  i  brevetti.  É prevista un’aliquota di imposta effettiva variabile tra 0 e 6,8%.
 
Lussemburgo 
Il Patent Box riguarda brevetti, software, diritti d’autore e marchi. È’ prevista un’aliquota di imposta effettiva del 5,8%.
 
Spagna  
Il  Patent  Box  riguarda  brevetti,  disegni  e  modelli, formule, processi e know-how. É prevista un’aliquota di imposta effettiva variabile tra 6 e 15%.
 
Francia   
Il  Patent  Box  riguarda  principalmente  i  brevetti.  É prevista un’aliquota di imposta effettiva del 15%.
 
 
IN ITALIA 
Con la Legge di Stabilità 2015, nei commi da 37 a 45 si è introdotto anche in Italia il regime opzionale del c.d. Patent Box  consistente  nella tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo e/o dalla cessione di “opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili”.
 
Rispetto  al  patent  box  adottato  negli  altri  paesi  Europei,  il  Legislatore  italiano ha esteso l’applicazione del regime opzionale praticamente a tutti gli intangibles.
                                                                                       
A CHI È RIVOLTO
A tutti i titolari di reddito d’impresa, a prescindere da forma giuridica, dimensioni e regime contabile.
Possono inoltre usufruirne le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato, a condizione di essere residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo.
 
Potranno dunque fruire dell’agevolazione:
  - società di capitali 
  - società  di persone 
  - imprenditori individuali 
  - stabili organizzazioni italiane di soggetti residenti in Paesi white list
 
 
 
COSA RIGUARDA
In considerazione del D.L. approvato nel CDM del 20.01.2015, l’agevolazione riguarda i redditi derivanti dall’utilizzo e/o dalla cessione di “opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi, disegni e modelli nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili” (c.d. patent box).
 
DA QUANDO DECORRE
Il nuovo regime opzionale si applica dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 (2015 nella generalità dei casi).
 
OPZIONE
Per usufruire dell’agevolazione, efficace dal 2015, sarà necessario esercitare apposita opzione. L’opzione, esercitabile dal 2015, è irrevocabile ed è valida per  5 anni. È valevole anche ai fini IRAP
 
A QUANTO AMMONTA LA DETASSAZIONE.
La quota di reddito e del valore della produzione (l’opzione per il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo dei beni immateriali  rileva, oltre che per la determinazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, anche ai fini IRAP) che può essere oggetto di agevolazione, è definita in base al rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale eleggibile e i costi complessivi sostenuti per produrre tale bene.
Nel D.L. approvato nel CDM del 20.01.2015 si prevede la possibilità di comprendete nei costi di attività di ricerca e sviluppo i costi di acquisto del bene immateriale agevolabile, nonché eventuali costi di ricerca relativi a contratti stipulati con società facenti parte del gruppo con un tetto massimo del 30% delle stesse.
 
1. utilizzo diretto intangibles
sarà escluso da imposizione la quota parte del reddito derivante dall'utilizzo diretto dei beni immateriali, determinata in contraddittorio con le Entrate sulla base di una procedura di ruling internazionale nella seguente misura:
_ al 30% nel 2015;
_ al 40% nel 2016;
_ al 50% a partire dal 2017.
 
2. Concessione in uso intangibles
Nel caso in cui si tratti di redditi che derivano dalla concessione in uso dei suddetti intangibles (ad esclusione dei marchi commerciali), l'agevolazione consiste nella esclusione da imposizione dei relativi redditi:
_ per il 30% nel 2015;
_ per il 40% nel 2016;
_ per il 50% a partire dal 2017.
 
3. Cessione intangibles
In caso di cessione degli intangibles, per gli eventuali componenti positivi di reddito positivi di reddito si prevede la detassazione integrale, a condizione che entro la fine del secondo periodo di imposta successivo alla cessione almeno il 90% del corrispettivo sia reinvestito nella manutenzione e sviluppo di "altri" beni immateriali agevolabili.
                                         
4. aliquota fiscale agevolata
L’aliquota fiscale IRES agevolata a regime, dal 2017, sarà pari al 13,50%. L’agevolazione, nelle percentuali suindicate,  si applica anche all’IRAP.
 
CONDIZIONI PER FRUIRE DELL’AGEVOLAZIONE. 
L’opzione per il regime di tassazione agevolata è consentita a condizione che i soggetti svolgano le attività di ricerca e sviluppo internamente o anche mediante contratti di ricerca stipulati con Università o Enti di ricerca e organismi equiparati, finalizzati alla produzione dei beni immateriali oggetto del regime agevolato,o tramite società esterne, a condizione che non si tratti di società del gruppo.
 
DECRETO ATTUATIVO
Il 30 luglio 2015 è stato firmato il Decreto Ministeriale di attuazione del cosiddetto “Patent Box”, che norma un regime opzionale di tassazione dei redditi derivanti dall’uso da parte delle aziende di diritti di proprietà intellettuale, introdotto dalla Legge Finanziaria 2015.
 
I punti salienti del Decreto sono:
 

  • Possono beneficiale del regime opzionale tutti i soggetti titolari di reddito di impresa, purché esercitino attività di ricerca e sviluppo.
 
  • L’opzione ha una durata di cinque periodi di imposta ed è e irrevocabile, ma rinnovabile.
 
  • I  diritti di privativa, i cui redditi possono essere assoggettati all’agevolazione indicata, è estremamente vasta: il software protetto da copyright; i brevetti industriali, concessi o in corso di concessione, italiani o esteri, compresi i certificati complementari di protezione, i brevetti per modello di utilità, i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti a semiconduttori; i marchi (compresi i marchi collettivi), registrati e in corso di registrazione; i disegni e modelli registrati e non registrati; le informazioni aziendali segrete e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete, per cui giuridicamente tutelabili.
 
  • I redditi agevolabili possono derivare:
  1. da una licenza d’uso, per cui il reddito agevolabile sarebbe costituito dai canoni ottenuti dalla concessione in uso, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti e indiretti (comprese le somme dovute per risarcimenti giudiziali o contrattuali relativi ad accordi aventi ad oggetto i beni alla base dell’opzione);
  2. dall’uso diretto dei beni, per cui è necessario individuare per ciascun bene immateriale oggetto dell’opzione, il contributo economico  derivante che ha concorso a formare il reddito d’impresa (comprese le somme dovute per risarcimenti giudiziali o contrattuali relativi ad accordi aventi ad oggetto i beni alla base dell’opzione);
  3. dalla plusvalenza ottenuta da una cessione del bene.
 
  • Le attività di ricerca e sviluppo sulle quali l’impresa deve avere investito per usufruire del regime agevolato di tassazione sono quelle finalizzate allo sviluppo, al mantenimento, all’accrescimento del valore dei diritti di privativa.
Più in particolare, sono considerate, a titolo esemplificativo, attività di ricerca e sviluppo gli investimenti in ricerca di base ed applicata, per lo sviluppo di prototipi e prodotti e servizi, ricerca e sviluppo di design, ideazione e realizzazione di software protetto da copyright, le ricerche preventive, i test e le ricerche di mercato, il deposito, l’ottenimento ed il mantenimento dei relativi diritti, il rinnovo degli stessi a scadenza, la protezione di essi, anche in forma associata e in relazione alle attività di prevenzione della contraffazione e la gestione dei contenziosi e contratti relativi, le attività di presentazione, comunicazione e promozione volte ad incrementare il carattere distintivo e/o la rinomanza dei marchi.
 
  • La quota di reddito agevolabile, (il 50% a regime, salvo che per gli esercizi 2015 e 2016, per i quali sarà il 30% e il 40%, rispettivamente), è determinata, per ciascun diritto di privativa o per gruppi omogenei di essi, sulla base di un quoziente calcolato sulla base dei costi di ricerca e sviluppo, quoziente che tende a massimizzarsi in proporzione al fatto se detti costi sono sostenuti:
  1. direttamente dai soggetti beneficiari;
  2. da università o enti di ricerca e organismi equiparati;
  3. da società, incluse le start up innovative, diverse da quelle che hanno con la, o esercitano sulla, impresa beneficiaria un legame di controllo diretto o indiretto.
Il collegamento tra i costi sostenuti per le  attività di ricerca e sviluppo e i beni immateriali in base ai quali si richiede l’agevolazione sui redditi da essi derivati deve risultare da un adeguato sistema di rilevazione contabile o extracontabile.
 
  • Le plusvalenze derivanti dalla cessione dei beni immateriali sono completamente escluse dalla formazione del reddito di impresa, purché almeno il 90% per cento del corrispettivo ottenuto sia reinvestito prima della chiusura del secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale è avvenuta la cessione, in attività di ricerca e sviluppo di altri beni immateriali svolte direttamente dal cedente, mediante contratti di ricerca con università o enti equiparati, contratti di ricerca con società, incluse le start up innovative, diverse da quelle che hanno con, o esercitano sull’impresa beneficiaria un, legame di controllo diretto o indiretto.
 
  • Per la determinazione del reddito derivante dall’utilizzo diretto dei diritti di privativa, o tramite licenza o tramite plusvalenze derivanti da cessione a società che hanno con, o esercitano sull’impresa beneficiaria un legame di controllo diretto o indiretto, è obbligatoria una procedura di ruling presso l’Agenzia delle Entrate.
Negli altri casi (i.e. redditi derivanti da licenza a terzi e da plusvalenze da cessione a terzi) la procedura di ruling è opzionale.
 
Per la determinazione del contributo economico delle micro, piccole e medie imprese, è atteso un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che definisca regole semplificate per la procedura di ruling.
 
Il decreto firmato può essere scaricato al seguente link.
 
Il gruppo Barzanò & Zanardo a completa disposizione per qualsiasi assistenza possa occorrere.

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