Diritto D'autore

I diritti di autore originano da e con l'ideazione di ogni lavoro nuovo, non dal deposito di una domanda di copyright. I vantaggi di tale domanda, tuttavia, non sono trascurabili: il certificato di deposito di un'opera creativa presso i preposti uffici pubblici della proprietà intellettuale (istituiti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la SIAE Società Italiana Autori ed Editori) è e rimane, fino a prova contraria, un riconoscimento prima facie della creazione, conferendo una data certa all'opera e gravando il terzo (concorrente o usurpatore) dell'onere di provare l'antecedenza della propria creazione.
Attualmente, in Italia in base alla legge sul diritto d'autore è possibile ottenere protezione anche per il "software", mediante il deposito dello stesso presso un'apposita sezione della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) .
Al fine di manifestare la sussistenza di diritti d'autore su di un'opera, si consiglia di apporre sempre il simbolo © in relazione alla stessa, unitamente all’anno di pubblicazione dell’opera stessa.
Un'apposita sezione della SIAE riceve, altresì, il deposito di lavori "inediti", cioè non ancora pubblicati (specificamente, lavori per i quali non sia ancora possibile rivendicare una data di pubblicazione).
 
Sulla base del legge del Diritto di Autore si è sviluppato a partire dal 1984 e dagli Stati Uniti d’America un particolare uso dei diritti per diffondere i “software” in modo che essi rimanessero liberamente accessibili (c.d. “open source”) sia nella prima versione sia in tutte le versioni successive. Questo particolare uso è noto sotto il nome di “copyleft”, in opposizione al classico “copyright” (equivalente anglosassone del nostro Diritto d’Autore), ed è realizzato tramite specifiche clausole nelle licenze del software. 
Se però all’inizio il copyleft era molto rigido sulla libera accessibilità dei diritti, ad oggi vi sono diversi tipi di licenze che declinano in vario modo il paradigma che era stato inizialmente pensato. In questo modo, un software inizialmente sviluppato per l’accesso libero può essere modificato e reso in tutto o in parte proprietario, cioè soggetto a licenze proprietarie classiche. Si pone quindi il difficile problema dell’interazione tra le varie licenze open source così come tra queste e le parti di software che si intende licenziare in modo proprietario, specialmente in questo momento in cui molte aziende decidono di costruire i loro software in modo modulare prendendo codici già disponibili siano essi proprietari o open source. Licenziare un software modulare senza la giusta cognizione dell’interazione tra le varie licenze può essere molto pericoloso e può essere oggetto di pesanti procedimenti di fronte all’Autorità Giudiziaria.
 
Barzanò e Zanardo, oltre all’assistenza per la protezione dei Diritti d’Autore tramite la SIAE, si occupa di fornire pareri tecnico-legali sulle licenze proprietarie e open-source, curando anche la redazione di specifiche licenze adatte a specifici casi di interesse. A tal fine, si è creato uno specifico team di Consulenti Brevetti e di Avvocati che è pronto a considerare le specifiche esigenze e problematiche degli sviluppatori.
 
 

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